21 dicembre 2008

LASAGNE AL RADICCHIO

  Rieccomi a voi, cari amici blogger. Questa volta pubblico una ricetta richiestami da un paio di amiche.

                      "LASAGNE ( o Pasticcio, come lo chiamiamo noi veneti) AL RADICCHIO TREVISANO " 

Per 6 persone; 1 kg circa di radicchio di Treviso chiamato "Tardivo"- 1 conf. di panna liquida -besciamella fatta con 1litro di latte - grana circa 1 etto e mezzo - olio, sale, pepe q.b.- per la pasta, 3 uova e circa 400 gr di farina. Se si vuole risparmiare tempo, è buona anche quella FRESCA che troverete in commercio.

Dopo aver lavato i cespi ( naturalmente senza la radice) di radicchio, tagliarli per il lungo in 4 parti. Adagiarli in una pirofila, metterci sale e pepe Q.B. olio e la panna. Coprite e mettete in forno 180°. Di tanto in tanto mescolate e controllate la cottura. Ci vorranno circa 35-40 minuti. Quando sentirete che il radicchio sarà tenero, aggiungete una manciata di grana e lasciatelo, scoperto, in forno finchè si sarà rappreso l'eccesso di liquido formatosi. Quando lo toglierete dal forno, aggiungete la besciamella, tenendone da parte quella che sevirà per coprire l'ultimo strato. 
In una pirofila mettete sul fondo un po' di olio con una cucchiaiata di basciamella quindi la prima sfoglia di pasta. Seguirà il primo strato di radicchio, una manciatina di grana e un filo di olio. ( sempre axta vergine di oliva èh! )
Continuare così . Si coprirà l'ultimo strato con besciamella, grana e una spolveratina di pane grattuggiato. Quà e là
fiocchetti di burro o un filo di olio. Passare in forno 180° e sarà pronto quando si sarà formata una leggera doratura. Ci vorranno circa 40 munuti ma sarà meglio che controlliate.


Non ho questa ricetta scritta, faccio ad occhio sia per le dosi che per i tempi. Portate pazienza. A noi piace moltooooooooooooooooooooooo  come vino, consiglio il prosecco, è un ottimo abbinamento. A questo punto "Buon-Appetito!!   Vi prego di non scambiarmi per "Nonna Parera!!!

BUON-NATALE a voi, cari amici, e alle persone che amate!

BUON-NATALE alle persone che soffrono, sia nel corpo che nello spirito!


BUON-NATALE a chi ha dei rancori  e a chi ha subito dei torti!


BUON-NATALE a chi tribola per arrivare alla fine del mese, pur avendo un lavoro!


BUON-NATALE a chi NON ha un lavoro e NON ha una casa!


BUON-NATALE a TUTTI e per tutti i giorni del nuovo anno e non soltanto per il 25 dicembre!

 Vi mando un abbraccio virtuale con affetto e riconoscenza, per tutto quello che mi donate
. Brunamaria............Ciaoooooooooooooooooooooooo          

09 dicembre 2008

Santa Lucia

Stella (1)Nella mia città la tradizione vuole che a portare i doni non sia Babbo Natale, ma Santa Lucia. Così nei giorni 11-12 e 13 dicembre, nella  bellissima piazza BRA arrivano più di un centinaio di bancarelle, comunemente chiamate dai veronesi ( I BANCHETI DE SANTA LUSSIA). Un po' per il clima pre-natalizio, un po' per la circostanza della ricorrenza di Santa Lucia, si respira un'aria festosa. In queste bancherelle si possono trovare molte cose, ogni tipo di dolci,però il torrone è sempre il "signore"! Si possono trovare indumenti di vestiario invernale,  utensili per la casa, biancheria, con pizzi e merletti. Non mancano  prodotti di erboristeria e varie spezie. Per chi volesse fare uno spuntino, può trovare piadine, panini con porchetta e bibite... E i giocattoli??? Si, c'è anche qualche "Bancheto de zugatoli" ma pochi perchè oggigiorno ci sono grandi negozi e ipermercati specializzati! La festa caratteristica di Santa Lucia, si è trasformata ed è chiamata :la fiera di S.L:    Fino a questo punto, si potrebbe pensare che stia facendo pubblicità a questa "fiera". vi assicuro che non è così, anzi! Penso con un po' di tristezza e nostalgia alla nostra tradizione semplice e genuina, a quando tutte le cose che vengono esposte in questa piazza Si possono trovare anche nei vari mercatini rionali.
Quando ero bambina, non c'era il benessere, eravamo appena usciti da una devastante guerra. I bambini aspettavano con ansia l'arrivo di Santa Lucia, era l'unico giorno che potevano ricevere un giocattolo e qualche dolcetto. Non rimpiango quella miseria, ci mancherebbe altro, ma troverei giusto rispettare le tradizioni.
Tornando un po' ai ricordi....In casa mia si cominciava a parlare di questo evento già una quindicina di sere prima. I genitori usavano un piccolo "ricatto" per farci stare buoni, altrimenti la Santa non ci avrebbe portato nulla. Alla sera Lei girava, o meglio volava fuori dalle finestre per sentire se i bambini andavano a letto presto e senza fare capricci. Certe volte suonava una trombetta, nel sentirla il mio cuore batteva forte, un po' per l'emozione ed anche per il timore. Certe volte, oltre al suono della trombetta, arrivavano dal camino delle caramelle (che con un po' di maestria i miei genitori le facevano volare di nascosto). Ero incantata e felice!  A letto parlavo molto con i miei fratelli dei doni che avremmo desiderato avere, fin quando il sonno ci coglieva felicemente. Anche tra bambine non si parlava d'altro. I giocattoli di quel tempo erano, per la bambine, bambole, oppure pentoline e scope in formato ridotto. Insomma tutto per diventare delle brave donnine! Per i maschietti erano in voga, cavallini di legno con il carrettino, trattori, pistole, fucili e spade.  I nostri giochi erano ,per noi fare le mamme e preparare il pranzo usando le varie erbette. I bambini facevano i papà che andavano a lavorare nei campi e certi andavano in guerra....
Quando ,finalmente arrivava la notte tra il 12 e il 13, Tutti emozionati andavamo a letto presto. Venivamo  svegliati dalla famosa trombetta. Che emozione! Che felicità! I genitori dovevano faticare poi per farci riaddormentare.
 Crescendo e spettegolando con gli amici, arrivò il momento che scoprimmo che a portare i giocattoli non era Santa Lucia, ma la mamma! . Io e mio fratello pensammo di scoprire il fatto fingendo di dormire. Per tenerci svegli usammo un piccolo segnale,z z z... Spiando i genitori che posavano i giocattoli sul comò. Però quando suonò la trombetta, ci svegliammo troppo presto e così fummo scoperti, mentre l'altro fratello più piccolo dormiva ancora. Addio ingenuità; ci sentivamo grandi e anche un po' furbi, non capii che certe emozioni le Lasciavo alle spalle!!... Celentano cantava:...e intanto il tempo se ne va, e no ritorni più bambina.....:
Quando diventai mamma e anche nonna, feci le cose che faceva mia madre preparando l'arrivo di Santa Lucia...         Ciao amici, alle amiche che si Chiamano Lucia tanti e cari auguri. Buon-Tutto a tutti..Brunamaria.

23 novembre 2008

23 novembre 1957

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    Ciao  amici  blogger   51 anni fa mi sono sposata, si , proprio come oggi -23 n0vembre!
Ero molto giovane e ingenua.  Eravamo squattrinati, ma innamorati.
Il nostro matrimonio fu celebrato nella massima semplicità.
A quel tempo, quando una ragazza si sposava, doveva licenziarsi dal posto di lavoro, ma se anche non ci fosse stata questa legge, mio marito sarebbe stato contrario che continuassi a lavorare in fabbrica. Lui aveva un lavoro sicuro e dignitoso, quindi la sua mentalità era che doveva essere compito del marito provvedere alle necessità economiche della famiglia..
Dalla nostra unione nacquero 4 figli in 8 anni. Non è stato facile, anche perchè non c'erano certe comodità che abbiamo oggi. Ricordo che comprammo la lavatrice dopo la nascita del terzo figlio,e non esistevano i pannolini (usa-getta) Non pensate che abbia fatto cose straordinarie, più o meno, facevo parte della normalità di quel tempo..    Oggi se ripenso alla mia vita matrimoniale,  posso ringraziare Dio e anche mio marito perchè insieme abbiamo superato non poche difficoltà. La nostra gioia fu grande quando diventammo nonni. Purtroppo da diversi anni non ho più mio marito, ma quando mi trovo con i miei figli e con i miei adorati nipoti, il suo spirito è tra noi.  
 Ecco cari amici, ho voluto rendervi partecipi di questa mia rcorrenza. La foto, anche se è piccola, può dimostrere la semplicità appena descritta.  Altri tempi!!!!!!!! Ciaoooooooooooooooooooo a tutti

19 novembre 2008

CORAGGIO E SPERANZA


Mi è capitata sotto mano questa poesia molto significativa e toccante. Non conosco l'autore.  La voglio dedicare alle persone che, per qualche motivo, si  trovano in un momento difficile o doloroso.

                        .....          ""SONO ARRIVATO FIN QUI CON LE MIE GAMBE.....
  PERSO L'AUTOBUS, PERSI I TAXI,- SEMPRE IN SALITA,

..UN PIEDE AVANTI ALL'ALTRO,        E' COSI' CHE FACCIO, NON MI INQUIETA!!!


 LE COLLINE DI CUI NON VEDO FINE---
 ERBE SUL CIGLIO DELLE STRADE,
 UN ALBERO CHE FA RISUONARE LE FOGLIE NERE.-

               E ALLORA??
PIU' CAMMINO, PIU' M'ALLONTANO DA TUTTO

 UN PIEDE AVANTI ALL'ALTRO,
 PASSANO LE ORE. 
 UN PIEDE AVANTI ALL'ALTRO.
 PASSANO GLI ANNI,
I COLORI DELL'ARRIVO SBIADISCONO.
 
UN PIEDE AVANTI ALL'ALTRO,
                                                           E' COSI' CHE FACCIO



Se ci fosse qualche amico blogger che conoscesse l'autore di questa poesia e me lo facesse sapere, gliene sarei grata.  Vi mando un caro saluto e auguri di BUON-TUTTO ..... Brunamaria......ciaoooooooooooooooooo

Timidamente mi presento