Hai il tuo focolare, le tue domestiche faccende
fra cui tieni un piccolo spiraglio
pel quale odi il pianto del debole.
Porgi la tua offerta di servigio
e l'amor tuo riversi.
Donna! Giorno e notte odi l'appello
della dea della vita,
che nel suo spirito porta la facoltà del servire.
Hai assunto l'opera del Creatore
e sei la sua aiutante.
Apri la via del risanamento
e sempre rinnovi il frusto mondo;
per lo sventurato, il reietto
infinita è la pazienza tua.
La loro impotenza tua pietà implora.
L'insensibile, l'impaziente d'ora in ora
t'insultano;
asciugandoti le lacrime
già li perdoni.
A testa china,
sull'uscio dell'ingratitudine,
notte e giorno accuri ferite.
L'essere sfortunato e vano
che la dea della vita getta via come rifiuto,
tu rialzi
e il bruciore della sua umiliazione
rinfreschi con carezzevoli mani.
Come a un dio gli largisci idolatria
e provvida cura!
Quietamente, coraggiosamente, in forma
di bellezza, rechi in te
la preservante forza dell'Universo,
e per il vinto, il fiaccato, il deturpato,
il benefico tocco dell'Essere Amoroso!
=TAGORE= (13 gennaio 1941; mattino)
Auguri per una buona giornata a tutti i visitatori del mio "salotto"
Ciaoooooooooooooooooooo..... Bruna