lunedì 25 luglio 2011

DONNE BAMBINE


3° Elementare


Quando ero bambina la scuola d'obbligo terminava
con la quinta elementare. I miei genitori erano
brave persone, oneste e laboriose, ma come la
maggior parte della gente del paese, non erano
istruiti. A quei tempi la mentalità comune tra la
gente semplice era che i maschietti con la
buona volontà di studiare, li mandavano a scuola
 anche dopo le elementari, mentre per le bambine
sarebbe stato giusto farle diventare delle brave
donne di casa. Quindi anch'io all'età di 10-11 anni
dovevo badare ai due fratelli più piccoli e sbrigare
delle faccende di casa.
Nostra madre per arrotondare il modesto
salario di nostro padre, tribolando,andava a
lavare i panni nelle case dei signori di città. 
  Invidiavo un po'le mie amichette che  giocavano 
e qualche volta, correvo fuori e mi univo un po'
a loro, ma poi  dovevo sbrigarmi per recuperare
il tempo perso.  Una volta mentre stiravo, sentii
piangere il mio fratellino che avrà avuto 4 o 5 anni.
Mollai il ferro da stiro e corsi in cortile da lui.
Era caduto e si era sporcato la faccia. Allora lo
lavai nella fontanina con  l'acqua sorgiva e lo feci bere.
 Lui si tranquillizò ed io tornai in casa. Purtroppo il
ferro lasciato in malo modo, non solo bruciò la
coperta da stiro anche se era piegata più volte, ma
 lasciò una profonda impronta di bruciato anche sul
tavolo di cucina. Mi misi a piangere dal dispiacere
per aver combinato quel guaio e poi al ritorno
mia madre mi sgridò severamente per la mia
disattenzione. Io che già mi sentivo male mi sarei
aspettata un po' di comprensione e quasi-quasi
mi offesi. Siccome avevo la lingua "lunga", mi girai
verso mia madre rispondendo che se invece di stare
in casa a stirare fossi andataa giocare come  altre
bambine, non avrei combinato quel malanno.
Con il passare degli anni mia madre ricordando
quell'episodio mi disse che la mia risposta fu giusta,
e per quel motivo si mise a lavorare in casa 
confezionando pantaloni da lavoro, per un negozio.
 In quel modo potè sorvegliare maggiormente la famiglia.
     -....       -...       -...           _____        -...     -...      -...
Con un amichevole abbraccio  ringrazio tutti voi,
amici splinderiani, se mi lascierete un vostro
pensiero sulle fatiche della povera gente e sui diritti
dei bambini..
Chi non è più giovanissimo, come me, avrà avuto 
 delle esperienze analoghe.
Ciaooooooooooooooo e buon inizio di settimana a tutti.


7 commenti:

  1. Cara Bruna,un bellissimo scorcio di vita vissuta,raccontato con meravigliosa semplicità che mi porta alla mia fanciullezza.Sono nato fortunato e nella mia bella casa ogni giorno arrivava Mariangela per sbrigare le faccende domestiche,forse come faceva tua Madre.Io ero un bambino molto chiuso con un carrattere difficile e con i miei avevo un rapporto confittuale, solo Mariangela stavo bene,e dopo aver studiato, passavo il pomeriggio in sua compagnia,Lei mi faceva ridere e mi coccolava e io le volevo un gran bene.
    Felice giornata,fulvio

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  2. chiaramarinoni25 luglio 2011 11:20

    Ciao Bruna carissima
    buona settimana a te,
    un applauso al tuo scritto.
    Fortunatamente sono nata dopo
    e ho frequntato tutte le scuole.
    Mia mamma invece a fatto le commerciali e
    lavorava di sera come sartina.
    ricordi molto teneri anche se, dice lei,
    c'era la guerra, bei tempi.
    Chissa'?
    Un sorriso
    un abbraccio
    Chiara

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  3. Eccomi di passaggio. Anche la mia mamma, nata nel Friuli e cresciuta a Trieste, non ha potuto studiare molto: solo le elementari! Poi sposatasi e andata a vivere a Milano, ha lavorato come operaia alla Siemens per arrotondare la paga del mio papà che invece lavorava alla Pirelli. Noi tre figli abbiamo studiato fino alle commerciali e poi, io, ho studiato (segretaria d'azienda) alla sera. Era faticoso e lo facevamo seriamente. Ho sempre lavorato anch'io, da quando avevo 16 anni, sempre come segretaria. Così ho conosciuto mio marito. (Scherzando gli dico se mi ha sposato perchè gli piacevo oppure se non ero una brava segretaria!) Poi, stabilitami a Novara, ho cresciuto i miei figli e, ora, i miei nipoti. Grazie per l'ospitalità. Arrivederci! 

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  4. Molto bello questo tuo ricordo! eh si i tempi erano molto difficili! oggi c'è troppo ozio e buon tempo! un caro abbraccio Bruna carissima!!!! e buon inizio di settimana!! ciaoooooo!!

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  5. Amici miei, siccome mio nipote ha ringraziato tutti voi, nel precedente post;  per gli auguri che, gentilmente gli avevate  fatto per il suo compleanno,  ho pensato di fare "copia-incolla" e di metterlo nel post attuale.
     Vi auguro un buon pomeriggio e vi mando un abbraccio. Bruna.. ciaooooooooooooooo

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  6. CIAO BRUNa mi hai fatto emozionare con il tuo racconto!! Per me non è stato proprio cosi perchè era la mia mamma a pensare a tutto e mio padre grande lavoratore!!! Non ci hanno fatto mancare nulla, ma anche da piccoli l'erba del vicino è sempre piu' verde!!!! Si capisce tutto dopo!!
    Un abbraccio carissima  vado a farmi una decina di giorni di vacanza!! Torno presto!!!!!

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  7. La tua foto è bellissima.
    Io sono stata più fortunata di te, quando è nato mio fratello avevo già undici anni. Mia mamma andava a lavorare in una fabbrica e io aiutavo un pò i miei nonni a curare mio fratello, ma mi divertivo, inventavo sempre giochi nuovi per lui che era piccolo. Soprattutto con i Lego abbiamo giocato tanti insieme, io gli costruivo case bellissime e mi piaceva anche disegnare aerei per lui.
    Aerei perchè sono stati la sua passione fin da piccolo. CIAO

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